Io sempre ò udito dire che l'umilità vince ongni chossa ed è una di quelle
chosse che più piace a Dio ch'a niun'altra chossa. E
salice a l'umilittà e dice il savio veda uno chotal proverbio: lo sallice per
sua bontà si piegha e per umilitade ongni altro lengno legha. E rispondete.
più non ànno di mille l'uno quanto a questo mondo di che l'avete a ringraziare e
piaca a Lui di farvene conocente che sanza luxinghe io sempre v'òe portato sì
singhullare amore chome se mio charnalle fratello foste stato e porto anchora e
may no potrete fare chossa che io me ne muovi.
Io ò chonociuto che in voy è istato una grande dureza versso di me e io anche
sono istato sopra di me e uno poco duro perché mi pare avere riceuto grande
torto da voy. E per certo e no fornono may buone le chosse lunghe e bene disse
vero cholui che disse "Indugia tra vizio". Dio faci conocente chatuno di noy e
che chatuno faca quello si dè fare l'uno a l'altro.
Io ò più dì fa veduto una lettera che mandaste più tempo fa a
fare insieme e tanto ne diceste che no mi parve molto di vostro onore.
In verità, e chossì m'aiuti Dio, io non ebi may chativo animo contra di voy che
in due
fato la talle e tal chossa e Dio sa se questo è vero. E per chossa che di me
abiate iscrito no vi darey uno
voglia contra ragione poco me ne churo e a Dio lasco ongni chossa.
Il nostro dibato è conociuto subito chi no si vuolle movere da la verità e per
Dio una grande viltà è la vostra e la mia a cometersi di nostri fatti in
persona. No dico che di
chossa ch'à di questo ma e mi pare una verghongna per voy e per me. Tutavia,
quando pure vogliate che
l'aconciate e se vollete io la
dubio io il farò.
Io mi penso che principalmente due differenzia seano tra noy: l'una prima che
quando
500 e chossì facemo d'acordo e penso si troverà chossì in sul
mi comincaste quistione con dicendo che dove vi misse
che io vi rispuossi che più no ve ne metarey chome chossa che del suo no gl'avea
né may ve ne promixi più per lettera né a bocha. E dico e sempre ò deto se voy
trovate che per mia lettera né di manno di miey v'abiamo fato menzione di più
se no che abiate ragione e che a vostro
del
no mi penso si truovi may.
E a coniffermazione di cò vi dicho che inanzi che deto fallisse quatro
per mia lettera v'avixay, chome l'uno fratello dè fare a l'altro, che io sentiva
da un amico secretamente che deto
avesse nulla a fare con lui che io ne fosse avissato.
E io sentendo che voy avevate a ffare con lui subito ve n'avixay per
perché tenesse modo di levarssi che con lui cò dico. Con deto
in più di
avissarvi vi
restaste ad avere da lui e vollette che che
servigo che sanza dubio no ve ne avendo io avissato di ligero rimanevate grosso
forssi di più di
E dovete saperre che in questi trapellare di tempo io avea ne le mani di suo di
gl'arey promessi a'
avendo il
adosso, volli fare la sua volontà chome era douta chossa che se io avesse anche
sentito che con lui foste inpacato m'arey
lettera che avea tenuti modi che no sareste sotto di nulla.
E più fortte a fortiffichare il fatto con pura verità pensate che siando io
avisatto del fallire chovenia fare lo nominato. In questo mezo o per uno modo o
per un altro me ne sarey
tanta
250 che nullo avisso n'avea operazione ne feci chome inocente del fato.
È da credere che io arey tenutti di modi avendo il tempo che io no vi sarey
statto sotto e sarebe pechato a charicharmi di questo inonesto fatto.
E io che sono sì molle sempre istato may nulla ò deto de lo
volta "voglio mandare a chostui avendo del suo", che a Dio e a ragione avete del
mio in quel
mie ragioni bene che più lettere in altri tempi assay se n'è scrito: no resta
che anchora choviene dire da chapo.
Eglli è vero che asutigllando lo scrivere a
alquante
chossa andò che più di 40
Ed è vero che i vostri mi scrissono no poteano
tolleano tante
buona
tal
che tuto il fiore n'era trato e aveano mandato lo
una grande villania e no fu chossa buona né iusta e Dio ne sea iudice.
E nonistante a cò, i detti di
di
perché aveano fato contr'a mio mandato e che dette
per me e chi ghuarda la risposta de le mie lettere diranno chome io dico. Pure
chostoro mi mandarono dete
may se no per loro di che mi scrissono che io le
erare a
d'ongni
qui per
dovendolla
Assay ò scrito a' tempi passatti mi dicesono
che aveano
forono in grande perichollo e simille di molti
may poy no mi mandarono a ricevere
volte si può dire gli ò dimandati.
E restavano a
che asay li scrissi li
che may nulla l'avea iscrito le spacono che Dio sa la verità pure poy forono
spaciati passando
E a ridure ongni chossa a buono fine è di bixogno che voy mi mandiate i
E poy mandato i
fieno e voy l'aconcate chome si dè, metaròmi in voy chome io fu' sempre
contento.
E piacavi di
a tuto.
E viene chostà
quanto bixogna e assay è informato di mia intenzione e no dubitate che i
di
Pensate pure voy di tenire de modi ch'e
parte trovete no vi sarà niuno squaro e no pensate che may mi muovi de la
verità.
Perché io vidi in uno
vi vollesse venire respondo che io sono 'parechiato ongni volta che voglliate e
di grande consolazione. No facando dispiacere a mona
si lasci passare la mortalità che mi pare faci molto danno e qui sono molti
gienovessi che sono fuggiti per la mortalità.
Poy che io no vi vidi, Dio m'à proveduto ed àmi dato de le sue dirate e io tuto
comporto e comportarò in pace che in avere e in persona n'òe autto. A
mi sono morte tante
una
bene e del malle che Dio mi dà sempre lo ringrazio: Dio m'à tocho, o che no sono
contra di lui conocente overo che chome amico mi rivixitta.
Salutate mona
per vechio che mi sea no faco fine che io no vengha a rivedervi a
voy sarette:
l'animo è buono più che may. E salutatemi
dona. No
avendone radice chome io odo, no vorey dispiacesse a mona
Altro non c'à dire, sono vostro voglliate o no. Dio vi conservi.
È soprastata insino a questo dì
parte questo dì, che Dio lo conducha sano e salvo. Anche Dio vi ghuardi.
Domino