compiere la giornata del dì in letizia e giocondità, come avemo la
mattina in sulle schene e morsi da
XXI ora: e
amici
avea fatta del lasciare costà voi, sì dolce e sì onesta compagnia, che
tanto mi piace, ch'io ne dico più a tacere che a ragionarne. Che mai non
vidi, nè lessi, ne udi' sì buona invidia (se così si dee chiamare) quale
regna fra voi. Benchè le bilancie non siano pari, perchè quella di
volta ne compierò di dire mio parere; almeno di quella che sta a' passi,
e per nuove et esquisite vie difende col torto e col
compagnia. E non è chi parli per lo pargolello: ma quello in che e' si fida
l'aiuterà; dico della ragione.
La sua
tante n'abbia a fuoco. L'occhio non ne sarà godevole veggendola ignuda;
ma
meno
non crescerla con
larghezza, e vorrebbe molto fuoco a farla cominciare. Ma avendovi su a
meno largo sedere. La cagione, che 'l fuoco piglierebbe poco fondo in
tanta tenuta. Or parlane con
A. Dio v'accomando.
voi due, e del terzo, reo più che mezzo gli farò amorevole
come fia giunto.
La lettera di
e mandate; e siate di tutto avvisati: chè a buona fe, se
riderà, che e' mi darà
in