di bisongno e rispuositi a tucto. Da poi ricevi un'altra lectera da te e una
dall'
fortuna e apresso per dubitança d'alcuna
sano e salvo. Da llui ò sentito assai de' facti di costà e torna meco in
per insino potrà avere la sua ch'è
potrà, la e altre cose che cci à e tornarsi poi di costà, e io
assai nel conforto.
A quel che scrivi di nuovo non resta rispondere, se non al fatto di quel da
di e sa bene che sono
mortalità de· quarantotto, come apariscie di propia mano
e
altri di
a rendere credo sieno XX o 22
inpromisse a
Adpresso farà bene renderci le
e non si poterono
mai riavere. E se per questo abiamo a fare insieme vuuole
debbon dare e quando non è chi difenda. Apresso, se fosse perdute le
fatto il
che n'era
ora a llui.
Ieri in sulla
quale era molto anticho. Fu vicitato da me e due
infermo octo dì e co· tenta patientia e divotione morì ch'io non dubito
ch'egli è santo in paradiso. Tucto e
non si possono guardare i
quelche poco per reliqua e dicesi chi iersera illuminò subito uno ch'era
stato X m tanta devotione del
populo che non vedesti mai simile.
Dirai a per
anchora malata e 'l fatto suo sarà lungo e dubito che non sia reo. E più tosto
spero male che bene inperò àne infernpossibile a
Idio l'aiuti! E farà bene di consolarla con qualche sua lectera. Io per suo
amore le farò quello aiuto ch'io potrò. Racomandami a
e scusami all'
non le scrivo. Idio ti guardi sempre!
Per lo tuo
io.