A dì 22 di questo
de recomandatione, habuta la lezariti.
E in quella eyo ve scrise una mya letera data a
questo in la qualle se contene che y' ò in
di
quella parte che verà a me le voliate retenire apresso di voy a
mya nome e abute ve pregava che voy volisti avixare del nomero di
quelle
delle
Per le qualle, se
letere, ve li presenterà ve ne prego che voliati fare secondo che
in quelle se contene. E se luy non ve le presenterà, no ve ne dati
fatiga de fare nulla.
E si avriti caxone di spartire quelle
queste
perché el è valenziano, se el
E questo dico pertanto che eyo no so se, spartiando quelle
retegnando apreso di voy, se ne derebe
per li qualle ne fatio voy avixato che voliate tenire melliore
modo che se poy de
perché, se no porebe
condurlle e de questo tuto ve ne prego che ne stati avixati e che
fatiate secondo che a voy pare.
Anchora ve scrive che y' ò un meo caro amico lo quale vorebe
andare a
securo, secondo la vostra openione o aspettare. Unde ve prego se
voy el conselliasse, el ge fosse a
bona o quando el ge sarà, che ve parisse a voy bon e securo per
possere andare a
che se potesse venire a
de questo ve ne prego caramente che voliate fare.
Per l'altra ve scrisse che si a me scriviti nulla che fate dare le
letere a
al
serebe in
vostre letere in vorgalle, che me voliati scrivelle più
intelegibelle che se poy per me. Altro per questa no ve scrivo se
no, se per my qua se porebe fare nulla, serebe aparegiato. Deo ve guardi.
palee 178;
opera di tera 12;
200.
Y' ò
in
Risposto a dì primo di