Iersera n'ebi una tua fatta a dì 4 e per quella ò visto gungniesti costì salvo a dì
2, grazia n'abia Idio. Della chagione perché se' venuto sono avisato per più lettera
che
benedetti
torto e non è questa l'amicizia e fratelanza ch'io avea cho lui e non à fatto bene
a pigliare ghozzo mecho e non so perché. E sse l'amicizia mia non gli piacie
dovrebbeno ne' fatti della
vuole né per amicho né per fratello non ne posso altro fare, duolmene e
incresciemene quanto posso. E dicie à preso per ghozzo per cierte parole ch'io
gli scrissi ma questo non è così salvo la sua reverenzia, anzi n'è chagione
o circha che può perdere chon
perderà e la cosa è sì cchiara non può dire il contrario i però chome sia a
de'
le cose in punto che ccome giunse disse che da me dovea avere
gli acostai all'orechia e dissegli chome a persona riputtava più che fratello e
ffo ancora. E per cosa che mmi faccia, non dimenticherò mai l'amore e la fratellanza
ch'è stata fra mme e lui e piaciere, l'amore e cortesia che mm'à fatta e faccia che
nno l'ò contro a mme che, sse io dovessi venire infino costà, e conviene io il
facci chiaro chome veramente egli à grande torto a mio parere.
Chome io ti dicho, io m'acchostai a l'orecchie suo e dissili: «
tanto
e dissemi: «Ben so che ttu ài
voglia, grandissimo bene, ma questa maladetta avarizia ghuasta ongni cosa e
ghuasterà senpre!». È vero ch'egl'è povera e à gran
maritare perché credo la nicistà ch'egli à ad avere il mio gli fa fare questo. Idio
gli dia grazia che ssi riconoscha in verso di Dio e in verso di me.
perché allora venia da
la troppa riccheza, che nn'à tanti che non ne sa il
i' ò mandato a
250. Ora i' non so se ss'à messo a ttua
ne metterò in
none 500 tu doverai dare a mme
i
iscriverrai come sta la chosa e acchoncierella. E fu quando
moria era grande e
e attendemo a fagli conpangnia.
ci inpacciamo allora che sse ffatto l'avessimo questo non sarebbe intervenuto: non è
mio il difetto anzi è ssuo i però ch'io truovo che del
a
'l male vada sopra di me: vedi come questo è ragionevole e come può dire il contradio
che sso bene a me converà
À
di questo non posso dire il contrario né direi perché ssi truova per
posti in
ffatto
ne'
e mio queste 2
e non ne debo patire la pena! Arei creduto che, avendone perduti chon
d'un solo
che mi iscrisse, e truova dovere dare per suoi
120 sicché per
un pocho dalla parte dalla parte sua. Non mi pare che ssi porti bene, ancora mi pare
che molto si disonesti in dire che
per
è
quello
fallì,
e, sse
me questi 250 che ssono a ssuo
pertanto preghalo per mia parte e tua e per la ragione che dovea dire prima che
gli piacia volere fare verso di me quello dèe e farà di suo onore che per buona fé
che per 12 tanti
creduto ch'egl'abia lasciato que'
per questo benedetto ordine che debe avere da
dire ch'e miei avessono dati e
con consentimento di
ssono grandissimi suoi amici i però i
fu scritto e mai non volle rispondere. Ora à pigiorato i miei di
loro chome ttu ssai e pegiorati della
e questo tu ssai meglio di me, vedi se à fatto bene.
I' ò scritto a
diferenzia ch'egli à con esso meccho che non vi lasano vedere se tti vuole fare
torto, ch'io sono contento che prometta per me che ongni cosa che chonoscierà ch'io
sia tenuto a
in quest'ora e pertanto non mi pare che ssia di bisongno a
che sse io fossi di lungi da lui
il dovere e a llui e a ongni altro faciendo bene: è di suo onore a non fare a mme
il contrario i però non gliel'ò meritato e bene potea più onestamente venire in su
questo fatto che non à, ma faccia che vuole. A mme è più chara l'amore e cortesia che
mmi fe' mai che non m'è in dispiaciere l'angiuria che m'à fatta o ffa: credo ch'e
pechati suoi e miei nuochano in questa faccienda. Idio gli dia grazia che si riconosca
in verso di me e io in verso di lui.
di lettera ch'i' ò di questi benedetti
da
contento, e quanto che nno, alla tua tornata il farai s'egli vorrà ttutta volta. S'egli
è contento
me ongni cosa che chonosciesse che io gli sia tenuto: egli è ssuo grande amicho e mia
e buono huomo e no vorrà torre a lui per dare a mme né a me per dare a lui. Non so
ch'io possa dire meglio: se altro vuole da mme io sono presto a ffare ongni cosa che
ssia giusta e ragionevole.
I' ò una volta
sua lettera che ponesse a mio
in però i
non direbe il contrario. E sse non vuole credere a mme né a ccholoro che ll'ànno
veduto, commetta qua a
e saranno chiare. Se altro gli paresse ch'io abia a ffare sono presto.
Io credo che
mi mostrò e parvemi informato di questi fatti meglio di me. Righuardi quelle lettere
ch'è circha a 2 1
sse bene mi ricorda egli scrisse a punto il vero. E ss'egli volle fare quello debe
faci di
meglio informato della verità i però non si può ricordare d'ongni cosa sta tanto
tenpo fa: ora mandi egli detta lettera e ricorderassene meglio. Non so che altro
bisongni dire intornno a questi fatti né altro che per ora mi ricordi. Quando tu
ssarai qui tanto istaremo insieme che noi vedremo il
ongni cosa che ssarà di bisongno e io metterò, in questo mezzo s'io potrò, in punto
ongni
a ffare costì presto e indugia il più che ttu puoi a farti
che ssono a
meglo chome che per correre meno rischio. E mi parrà meglio di mandargli loro a
fatti miei mal volentieri mandavano a
come credi che mè sia e me avisa di tutto e ffa' di scrivere spesso mentre se' costà
e ffa' di scrivere a' miei di
facci quelli ti diranno e per simile modo se ttu ài bisongno richiedili e simile que'
di
Erami dimentichato dirti che sse
niun'altra cosa dinanzi a
cosa che ffarà bisongno. Io andrò infino a
per più
sse mecho si vuole
un'altra cosa: egli è vero che io scrissi a
fratello magiore ch'egli è ora, pocho onore glie ne seghue avere tenuto parechi
a
mmi parve e grande amore ch'io gli portava mi gliela fe' dire. Egli mi scrisse
una lettera dolendosi di me ch'io i riprendea e dicieali cosa che basterebbe
ch'egli fosse nuovo
a domandandogli perdono se io avea fallato tanto quanto seppi: da lui mai ebbi
risposta sicché per me non è rimaso dove io abia conosciuto che ttanta amicizia
quant'è stata tra me e lui e dalla mia parte non si perdé. Ora io potrei fare
che
vorrò sempre e faccia come gli pare.
Io farò
fatto. Io mi ricordo di tutto questo fatto chome se ffosse stato iersera e pertanto,
se tti parà di mostralla a
niuno vegha la pura verità. A mio parere se altro ffosse senpre sono e sare' presto
a tornare indrieto e fare il contrario. Idio me ne
della verità! Secondo il mio parere farà bene
ch'egli à co miei di
è suo difetto e non è nostro. I' ò fatto come vorrei fosse fatto per me: se è ragione
ne porti pena, sono presto. Altro non so che possa dire, se altro paresse a
lui diràllomi.
Scritto insino a qui n'ebi una tua fatta a dì 5, rispondo appresso. Farò d'avere
da
altra
qui vengha quando ti pare.
Piaciemi che ttu abbi parlato con
per modo che con
dicha di quello che ssi duole di me o di
sian presti a ttornare all'
La lettera del
a
mie lettere
io gli arei iscritto in quest'ora: ne gl'ò scritte parechi e mai non mi
rispuose. Salutalo per mia parte e tuta la sua
per parte della
per
Parla sopra i fatti di