v'ho iscritto: e le faccende che ho, vecchie e novelle, mi fanno ancor
lento, ove nicissità non mi faccia tor penna.
Qua si dà ordine a
mezzo, che le
E però fia bene ci stiate avvisato, e simile i vostri amici; sì che in voi non
si iscorresse: che me ne fa venir paura la
tempo, e del più rio che s'apparecchia. Iddio presti qualche riparo a'
buoni; e de' rei Signori vicini dattorno, che ci vogliono far male, abbia
misericordia.
Pochi dì fa mi chiese uno
sicuramente credere al
mio parere, e
tempo da non credere a persona: e perchè e' sarebbe, disse, agevol
cosa che avendo a fare
per la quale poi tutto il furore si volgerebbe per qui. E qui, perchè m'è
amicissimo e sa ch'io sono a voi, mi disse: se
ritraendo e rassettando, e recandosi a poco a poco in su'
fanno gli altri oggi quasi tutti, egli è isciocca persona. Io non intendo
bene queste cose; ma voi ne caverete meglio il sugo: a me basta
toccare all'amico quanto sento; chè se e' fossono instrumenti o
ardirei a dire: Menate la cosa per così. Lascio diliberare a voi, se quello
che m'è detto, è da notare o no. L'amico è
è pratico.
Abbiate bene cura del
meglio è, non
poco.